Sopo blog – la vita è troppo breve per il lavoro sbagliato

Solo un altro sito WordPress

Archive for the ‘ Recruiting ’ Categoria

OGGI SOPO OSPITA UNA GUESS-STAR.

Per i pochi che ancora non la conoscono la trovate qua Polly:   www.volevofarelarockstar.com

Buongiorno cari Sopi, mi chiamo Wantsacracker. Polly, Wantsacracker.

Sono una (non più) precaria di ventinove anni, tre figlie, un marito (salpato per altri lidi), una gatta.

L’argomento che vi propongo è: durante il colloquio, devi dire o no che sei madre?

Il mio parere è che se te lo chiedono devi dirlo: intanto perché potrebbero comunque già saperlo, soprattutto se vivi in una piccola città, e mentendo faresti una figuraccia che di certo non ti farebbe guadagnare punti nella selezione; e poi perché se ti assumessero, dovresti passare il tempo a nascondere l’evidenza. Vi immaginate quando, sorprese dalla collega a dire al telefono “Uh poverino, non ha fatto la cacca neanche oggi?”, dovrete improvvisare che stavate parlando del fidanzato?

Se invece non ve lo chiedono sono assolutamente convinta del fatto che, se siete motivati per quel posto, non sia assolutamente necessario sbandierare i figli al primo colloquio, manco si trattasse di un grave handicap che se non svelaste vi sentireste disonesti. Perché tutti sanno che essere munite di una vagina, dalla quale è uscita/ uscirà prole, non ci toglie la capacità di lavorare, all’occorrenza stakanoviste più del capo. Solo un gretto maschilista orfano di madre potrebbe non assumervi perché siete madri. Una persona sensata non può pensare che un potenziale collaboratore con un importante obiettivo personale a lungo termine (che i suoi figli si levino dalle pall, ehm, crescere i propri figli), sarà meno performante o prenderà permessi su permessi a ogni malattia esantematica, a ogni linea di febbre del pargolo che superi la soglia dei 36 gradi centigradi.

Io, per dire, mamma single di tre, farei di tutto per non perdere il lavoro; e non era lo stesso quando non dovevo mantenere nessuno e anzi, mal che andasse c’era sempre mamma.

Eppur tuttavia, al mondo esistono ancora gretti selezionatori del personale che potrebbero soprassedere sulle vostre lauree, esperienze e referenze, all’informazione: Sono mamma. Li vedi proprio che intravvedono l’apocalisse, in ufficio, se solo dovessero fare l’errore di assumervi. Potreste presentarvi con un rigurgito sulla camicia; la sera del 23 dicembre potreste dover rinunciare a fare le 22 in ufficio causa recita di Natale; chissà, potreste addirittura chiedere le ferie in concomitanza con la chiusura delle scuole, in due inconsuete settimane nel periodo che va da metà giugno a metà settembre, quando gli altri, quelli senza figli, manco si sognano di andare al mare d’estate! Potreste persino prendere un virus gastrointestinale di quelli che si propagano solo negli asili; quelli che un collega maschio dedito solo al lavoro e abitante un monolocale decompressurizzato non buscherà mai, perché non va manco a pranzo la domenica dai suoi e mai, mai incontra persone in un ambiente non scevro da contaminazioni virulente.

E insomma, esiste gente che nel selezionarvi non prende in considerazione l’organizzazione millimetrica che si acquisisce vivendo ad incastro; la capacità di problem solver propria di chi ha dovuto soccorrere tre persone vomitanti in contemporanea; la pazienza di chi ogni giorno affronta urli e strepiti sparati a 150 decibel nelle proprie orecchie al passaggio televisivo dell’ultima bambola vestita da prostituta che si rifiuta di acquistare.

Io penso che se un selezionatore del personale è così ottuso, è molto probabile che io non voglia lavorare con lui, e in ogni caso non mi sento obbligata a renderlo edotto della mia composizione familiare, più di quanto non gli racconterei che soffro di gastrite nervosa e dopo cinque minuti in sua presenza dovrei già mettermi due giorni in malattia.

E non dimentichiamo che se il selezionatore non si interessa del vostro stato proceativo, probabilmente considera più importante l’acquisizione di altre informazioni su di voi. Lavorative, appunto. E che potrebbe trovare la presenza o meno di figli un’informazione personale e riservata al pari delle vostre performances sessuali o delle vostre abilità sportive.

Aprire un’impresa con un solo EURO di capitale.
Chiunque abbia letto la notizia ha reagito stropicciandosi gli occhi, incredulo. Noi compresi.
Nell’ottica dell’inserimento giovanile nel mondo del lavoro, il governo Monti ha sviluppato un disegno di legge volto ad eliminare le barriere di natura buracratica ed amministrativa dei coraggiosi under 35 che decidono di lanciarsi nell’imprenditoria.
Il decreto prevede che possano essere identificati come soci solo persone fisiche, istituendo così un soggetto giuridico a tutti gli effetti pari ad un SRL comune, ma con capitale minimo da sottoscrivere pari ad un caffè.
Requisiti
Il requisito anagrafico è la base della società semplificata.
L’art. 3 della legge 24 marzo 2012 n. 27 in G.U. del 24 marzo 2012 n. 71 ha riscritto l’art. 2463 bis c.c. (c.d. società a responsabilità limitata semplificata) introdotta con il Decreto legge del 24 gennaio 2012 n. 1 art. 3 in G.U. del 24 gennaio 2012 n. 19 prevede che possano essere identificati come soci solo persone fisiche, purchè minori di 35 anni al momento della data di costituzione della società; non sarà possibile il subentro di persone che superino i 35 anni di età, mentre sarà possibile associarsi con altre persone che rispettino i requisiti descritti.
Come aprire la società
I vantaggi principali del decreto emergono proprio al momento dell’apertura della società.
Se per una SRL ordinaria le spese notarili incidono notevolemnte, l’SRL semplicata vede l’eliminazione delle spese notarili, non che del diritto di bollo.
L’atto costitutivo, che può essere un semplice foglio di carta su cui annotare i punti essenziali della società, dovrà redatto in conformità al modello standard tipizzato dal Ministero della giustizia  e depositato entro 15 giorni presso il registro delle imprese indicando:
1) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio;
2) la denominazione sociale ammessa potrà essere solo “SRL semplificata” e il luogo presso quale avranno sede la società e le eventuali sedi secondarie;
3) l’ammontare del capitale sociale dovrà essere pari almeno ad un euro (€ 1) e inferiore all’importo di 10.000 euro previsto dall’art. 2463 comma II n. 4 (quindi il capitale iniziale può essere di € 1 come di € 9.999).
Le SSRL godranno dell’esenzione del pagamento del diritto di bollo e di segreteria riguardo l’atto costitutivo, insieme all’esenzione per gli onorari notarili con un risparmio che si può stimare, almeno, intorno agli 800 euro.
Pro e contro
Sicuramente uno strumento positivo al fine di favorire l’inserimento di giovani in un mondo imprenditoriale sempre più stagno.
Purtroppo però, parallelamente alla riduzione dei costi iniziali, non è stato previsto un regime fiscale agevolato, quindi gli oneri fiscali non saranno affatto semplificati!
“Un euro” può essere considerato uno specchietto per le allodole, dato che dovranno comunque essere versati il diritto annuale di iscrizione alla CCIAA, che ha una misura fissa di 200 euro ( da versare sia all’atto dell’iscrizione, che negli anni successivi come rinnovo annuale), l’imposta di registro nella misura di 168 euro, la tassa di concessione governativa per la numerazione e bollatura dei libri e registri sociali con un importo pari a 309,87 euro.
Gli scettici pur riconoscendo gli innegabili vantaggi parlano già di “soluzione tampone” descrivendo il decreto come una bolla di sapone che, anzichè eliminare le barriere burocratiche e finanziarie non fa che posticiparle, infatti quando il socio unico e tutti i soci perdono i requisiti d’età, gli amministratori dovranno convocare l’assemblea per  deliberare la trasformazione in SRL ordinaria.
Voi cosa ne pensate? Siete tra gli scettici o i “coraggiosi”?

Assume sempre maggiore importanza la nostra reputazione digitale e la presenza delle nostre informazioni sui social network, ci ha incuriosito allora la modalità con cui opera la social Surf giovane realtà emergente del mondo del recruitng . Abbiamo chiesto a Gaetano Bonfissuto di presentare se stesso e la Social surf agli utenti di sopo.it:

Mi chiamo Gaetano Bonfissuto, Tano per gli amici.  Ho un profilo piuttosto vario ed internazionale.In varie fasi della mia carriera, ho lavorato all’estero (in Repubblica Ceca, USA e Danimarca), operando quindi in diversi contesti culturali e professionali, che mi hanno arricchito come persona e come manager.Dal 2007 ho deciso di mettere a frutto tutte le mie competenze e le mie relazioni, entrando in Executivesurf, prima come consulente poi come socio emembro del board. Ho fondato nel Maggio del 2011, assieme a Maurizio Bottari “SocialSurf”, la prima società a capitale italiano specializzata nel social web 2.0 recruiting a livello internazionale.
Direte: ma non ce ne sono abbastanza società di selezione? Vero, ma noi cerchiamo di distinguerci. E di farci pagare, che non guasta!!
Il contributo che SocialSurf offre alle aziende è basato sull’esperienza pluriennale maturata nel campo del talent scouting e consiste nella scelta del miglior candidato in tempi rapidi e a prezzi sostenibili anche dalle PMI.
Il nome nasce dalle competenze sociali ed umanistiche che mi contraddistinguono, con il “surf” che ci porta a navigare sul web a caccia di profili difficili da trovare.
Quindi siamo in grado di individuare in maniera rapida, efficace ed a livello internazionale il candidato più idoneo per l’azienda cliente. SocialSurf offre ai suoi clienti Efficacia coniugata ad Efficienza e concretezza in totale trasparenza. Attraverso un’attenta analisi delle esigenze del cliente e uno studio approfondito del mercato di riferimento, SocialSurf è sempre in grado di rilasciare, entro 2 settimane, una lista di candidati idonei a ricoprire il ruolo ricercato dal cliente.
Quindi riassumendo:

  1. Entro 2 settimane dalla conferma dell’incarico, diamo al cliente la cosiddetta “short list dei candidati”;
  2. Applichiamo flat fee, una tariffa fissa concordata prima;
  3. Operiamo a livello mondo
  4. Siamo una retainer company, che vuol dire che lavoriamo su mandato, in esclusiva e facendoci pagare la fee iniziale per la ricerca. Come forse molti sapranno, sul mercato esistono anche le società che lavorano solo ed esclusivamente a successo.

Per chi fosse interessato, può vedere il nostro sito
www.socialsurf.eu

Seguirci su linkedin

http://www.linkedin.com/company/socialsurf

Invitarmi e connettersi con me sempre su linkedin
http://it.linkedin.com/in/bonfissuto