Sopo blog – la vita è troppo breve per il lavoro sbagliato

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MILANO – Licenziata dopo aver criticato su Facebook l’esorbitante stipendio del boss. Per l’ennesima volta il più popolare social network si rivela un’arma pericolosa per un lavoratore britannico. La vittima di turno è Stephanie Bon, trentasettenne originaria di Colchester, città della contea dell’Essex, che lavorava come assistente alle risorse umane per Lloyds TSB, quinto gruppo bancario del Regno Unito. La donna sarebbe stata allontanata dal posto di lavoro per aver comparato sarcasticamente la sua bassa retribuzione con quella del portoghese António Horta-Osório, nuovo Ceo del gruppo bancario britannico. In un breve post pubblicato nei giorni scorsi, l’impiegata aveva scritto amaramente sulla sua bacheca: «Il nuovo amministratore delegato di Lloyds Banking Group percepisce 4.000 sterline all’ora. Io solo 7. Questa è giustizia».

TRATTAMENTO UMILIANTE – Il nuovo Ceo, che fino a poche settimane fa lavorava per il Banco Santander, è stato assunto dal gruppo britannico per la cifra record di 13,5 milioni di sterline (oltre 15 milioni di euro). Inoltre riceverà circa 900.000 sterline di contributi pensionistici annuali e numerosi altri bonus. Il ricco stipendio di Horta-Osório ha scandalizzato anche numerosi contribuenti britannici poiché la banca britannica è semistatale (durante la crisi finanziaria del 2008 il gruppo fu salvato dal governo inglese che decise di acquistare il 41% delle sue azioni per evitarne la bancarotta) e soprattutto perché negli ultimi anni i principali enti del settore pubblico hanno chiesto enormi sacrifici economici ai propri dipendenti a causa della recessione. Il commento ironico dell’impiegata di Colchester non è passato inosservato e i dirigenti della banca l’hanno licenziata su due piedi: «Non riesco a credere di essere stata trattata in un modo così umiliante» ha commentato al Daily Mail) la trentasettenne che rivela di non aver diffuso nessuna notizia confidenziale.

Foto di Anton Gvozdikov


LICENZIAMENTO GIÀ DECISO – L’ormai ex dipendente racconta di essere stata richiamata dai suoi capi poche ore dopo aver pubblicato il commento sul social network: «Il mio principale mi ha chiesto perché avevo scritto cose simili. Poi è stata la volta della manager che mi ha confessato di essere estremamente delusa. Ha asserito che con la mia azione avevo messo in difficoltà la società. Eppure io non ho scritto nulla di controverso». Da parte sua il gruppo bancario nega qualsiasi legame tra il licenziamento e il sarcastico commento su Facebook. Un portavoce di Lloyds TSB dichiara che l’allontanamento della trentasettenne era stato deciso da tempo e la stessa impiegata ne era a conoscenza: «Stephanie era stata assunta attraverso un’agenzia interinale e aveva un contratto a breve termine – ha dichiarato un portavoce del gruppo bancario – Il suo lavoro aveva una scadenza e lei aveva già ricevuto il preavviso. Siamo venuti a conoscenza del suo commento su Facebook solo dopo averla licenziata».

Francesco Tortora
06 aprile 2011